Proposta di Deliberazione alla Giunta Comunale

 

IL SINDACO

 

PREMESSO che è intendimento della Civica Amministrazione intitolare una via di questa cittadina ai monaci “premostratensi”, canonici regolari di Premontrè, venuti dalla Piccardia al seguito dei Normanni ed insediatisi nell’Abbazia di San Giorgio in Gratteri, edificata nel 1140 dal duca Ruggero, i quali hanno avuto in questo luogo il loro unico monastero di Sicilia;  

 

CHE  la presenza a Gratteri dei “premostratensi”, avvenuta nel periodo di massimo splendore della monarchia normanna in Sicilia, ci lascia una preziosa testimonianza: i resti imponenti, in mezzo a un fitto bosco di querce e di elci secolari, della splendida Abbazia di San Giorgio con lo stupendo portale di stile romanico, i due rosoni e le tre absidi rivolte ad oriente;    

 

CHE, già  nel 2004, questa Amministrazione, nell’intento di mettere in risalto la particolare vocazione turistica della cittadina, aveva presentato un progetto per una rappresentazione storico – culturale sui “premostratensi” da svolgersi in uno stupendo scenario naturale che avrebbe voluto far rivivere, anche per un solo momento, l’armonioso intreccio della cultura araba, bizantina e normanna in un particolare periodo di pace, di prosperità, di tolleranza religiosa e di integrazione tra i popoli;

   

CHE l’intitolazione proposta, indirizzata alla riaffermazione delle proprie radici storiche, assume un significato importante nel momento in cui aiuta le giovani generazioni a leggere il presente e a preparare il futuro;  

 

VISTO il profilo storiografico dei “premostratensi”;

 

CONSIDERATO che l’area di circolazione interessata, che va da Via Scala e fino all’Abbazia di San Giorgio non ha alcuna denominazione;        

 

VISTA la planimetria dell’area di circolazione interessata all’intitolazione con la contestuale attestazione che trattasi di suolo pubblico destinato alla viabilità;

 

VISTO il R.D.L. 10 maggio 1923, n. 1158, convertito con Legge 17 aprile 1925, n. 473;

 

VISTA  la legge 23 giugno 1927, n. 1188, contenente norme sulla toponomastica stradale e monumenti a personaggi contemporanei;

 

CONSIDERATO che l’intitolazione proposta non comporta sostituzione o modifica ad un precedente toponimo e che, pertanto, non occorre il parere della competente Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici previsto dalla Legge 17 aprile  1925, n. 473;

 

VISTA  la Legge anagrafica 24 dicembre 1954, n. 1228, e successive modifiche e integrazioni nonché il relativo regolamento di esecuzione approvato con D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223;

 

VISTE le istruzioni all’uopo impartite dall’ISTAT con la pubblicazione “Metodi e Norme” serie B, n. 29, ediz. 1992;  

 

VISTA la Circolare del Ministero dell’Interno n.4 (96) del 10 febbraio 1996 concernente l’oggetto;

 

VISTA la nota prefettizia  n. 270508 datata 22.5.2008 avente ad oggetto “disciplina toponomastica stradale e scolastica” ;

 

 

 

VISTA la legge 18 giugno 1990, n.142, che trasferisce le competenze in materia dal Consiglio comunale alla Giunta;

 

ATTESA  la competenza della Giunta comunale a deliberare in merito in base al combinato disposto degli artt. 42 e 48 del D.Lgs.18 agosto 2000, n. 267;

 

CONSIDERATO che a tutt’oggi non risulta istituita la Commissione Comunale di toponomastica, ne’ risulta  approvato il regolamento per la toponomastica cittadina;

 

VISTO lo Statuto comunale;

 

VISTO l’O.A.EE.LL.;

 

 

P R O P O N E

 

 

Alla Giunta comunale l’adozione del seguente atto deliberativo:

 

1)   Intitolare l’area di circolazione interessata che va “ da Via Scala e fino all’Abbazia di San Giorgioche conseguentemente sarà denominata: Via dei Premostratensi”; 

2)   Comunicare ai preposti uffici la intitolazione di cui sopra, per gli adempimenti di competenza;

3)   Trasmettere l’atto deliberativo e tutti gli altri atti necessari alla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo – di Palermo per i provvedimenti di competenza.

 

Inoltre, stante l’urgenza di provvedere in merito;

 

P R O P O N E

 

Alla G.C. di dichiarare l’atto deliberativo IMMEDIATAMENTE ESECUTIVO.

 

 

                                                                         

 

IL SINDACO

 (Avv. Giuseppe Muffoletto)

 

 

 

 

 

 

 

La superiore proposta è stata adottata dalla Giunta Comunale con Deliberazione n. 67 del 16 luglio 2009.


- Profilo storiografico -

 

 

       I monaci premostratensi, canonici regolari di Premontrè, venuti dalla Piccardìa, da Saint Josse au Bois nella diocesi di Amiens, al seguito dei Normanni, si insediano a partire dal 1140 nell’Abbazia di San Giorgio in Gratteri, fatta edificare,  nello stesso anno, dal duca Ruggero, figlio di Ruggero II, come attestato in  un diploma concesso  dal re Tancredi nel 1191, ed hanno in questo luogo il loro unico monastero di Sicilia.

 

      L’ordine dei premostratensi  viene fondato da San Noberto, canonico di Xanten, arcivescovo di Magdeburgo, che nel 1115 condividendo redditi e beni personali si vota a una vita austera e alla predicazione itinerante.

 

   L’intenzione iniziale dell’ordine è di promuovere la nascita di comunità la cui vita religiosa ricalchi il modello di Premontrè. Da Premontrè, infatti, per i primi due secoli l’ordine si diffonde rapidamente in Europa. In Italia, invece, le fondazioni, anche se non numerose e di breve esistenza, testimoniano l’irradiarsi dell’ordine nelle regioni  meridionali. In tutta la penisola, infatti, ne sono state costruite otto: San Leucio a Todi, SS. Severo e Matirio a Orvieto, San Samuele a Barletta, Santa Maria De Parvo Ponte a Brindisi, SS. Quirino e Giuditta a Rieti, Sant’Alessio a Roma, San Pietro a Camerata e San Giorgio a Gratteri.

 

     L’Abbazia di San Giorgio nasce in un momento  magico e cruciale per il regno di Ruggero II, che proprio nel 1139, dopo la sconfitta delle truppe pontificie a Galluccio sul Garigliano, porta a compimento il suo disegno strategico di riunire sotto un unico regno la Sicilia e tutte le terre dell’Italia meridionale conquistate dai Normanni. Essa, quindi, trova una sua ragion d’essere nella politica religiosa di Ruggero il quale, anche se tollerante nei confronti dei musulmani e dei cristiani di rito greco – bizantino, deve accattivarsi il favore della Chiesa di Roma. In questo intento rientrano le costruzioni di maestose cattedrali che danno il senso della rinascita cristiana e della potenza del suo regno ma anche quelle di insediamenti più modesti, ma efficacemente operosi come l’Abbazia di San Giorgio in Gratteri.

 

    Il 21 dicembre 1182 papa Lucio III con la Bolla “Religiosam vitam” riprende il monastero sotto la sua protezione e ne conferma l’ordine canonico secondo la Regola di Sant’Agostino e l’istituzione dei Premostratensi, nonché ratificando le Bolle dei suoi predecessori Innocenzo II e Lucio II riconferma gli ampi possedimenti del monastero: “la chiesa di San Leonardo in isnello con mulini, fiumane e altre pertinenze; la Chiesa di San Nicolò de Traja in Gratteri con le sue pertinenze; i possessi di San Pietro in Prato di Gangi con le sue pertinenze; la Chiesa di San Cataldo di Partitico con mulini e possessi; il casale di Amballut con mulini, bosco e confini suoi; la vigna di Raal Geremiam con terre e pertinenze; la vigna di Sant’Iconio con le sue possessioni; le terre di Corpignano con pertinenze sue; le terre di Roccella; le terre di Fonte Landau e di Briuyhr; il mulino di Yr con le sue giustizie; il mulino di Mandilo con le sue giustizie e il mulino sul fiume Asinelli con le sue pertinenze; la stalla di Sarmo; la mandria di Acquaviva; i bactenderios di Collesano; i pascoli di tutte le terre di Castrogiovanni e Petralia. Concedeva, inoltre, la potestà di potere amministrare il Crisma e l’Olio Santo”.

 

    Verso il 1200 il superiore generale dei premostratensi Gervasio Anglo, recatosi in Sicilia, eleva il monastero ad Abbazia. Ciò si apprende dalla Bolla “Religiosam vitam” di Innocenzo III del 10 ottobre 1208, diretta all’Abate Gerardo, con la quale il pontefice riprende l’Abbazia sotto la protezione apostolica, ne conferma i precedenti privilegi ma dispone che l’ordinazione dei chierici sia riservata esclusivamente al Vescovo di Cefalù.

 

    Nel 1201, durante il regno di Federico II, Gilberto di Monforte, conte di Petralia e signore di Gratteri, nonché Gran Siniscalco del Re, insieme alla moglie Isabella, fa donazione all’Abbazia di San Giorgio di un mulino e di una mandria siti nella Contrada Dehyr di Acquaviva. Nell’anzidetta donazione viene imposto ai gratteresi l’assoluto divieto di costruire mulini in altri luoghi e l’obbligo di andare a macinare solamente al mulino di Dehyr pena il deferimento alla corte di giustizia.

 

    L’ultima concessione è una Bolla di Onorio III del 1223 il quale sancisce che tutti i beni, possedimenti e pertinenze dell’Abbazia di San Giorgio di Gratteri, siano di esclusiva pertinenza della Chiesa di Cefalù.

 

    Dalla metà circa del secolo XIII, il progressivo abbandono di una vita monastica improntata alla regola di povertà e il diffuso atteggiamento di indulgenza verso una vita religiosa sempre più distante dall’originario rigore, determinano una lunga ed inesorabile decadenza dovuta anche alla trasformazione dell’Abbazia, prima in Commenda e poi in semplice Beneficio.

 

    Tra gli anni 1510 e 1645 l’Abbazia di San Giorgio viene abbandonata e ceduta in Commenda all’ordine Gerosolimitano dei Cavalieri di Malta che la possiede fino agli inizi del XIX secolo. Nei primi dell’ 800, quando Napoleone sopprime il priorato, il feudo è venduto a tale don Pietro Cancella, tenente di cavalleria della Val Demone e l’archivio con i suoi privilegi è dato all’ospedale Fatebenefratelli di Palermo.

 

    Del complesso abbaziale rimangono, ancora oggi, consistenti e pregevoli ruderi della Chiesa e il mulino ai piedi della vallata.

 

    La Chiesa presenta un classico impianto di tipo basilicale a tre navate,  con tre absidi rivolte ad oriente (come la Gerusalemme del profeta Baruch). All’esterno si evidenzia una fitta decorazione a lesene piatte ravvicinate che ritmano la curva dell’abside centrale, un interessante portale e due oculi che impreziosiscono la facciata principale della Chiesa. I muri perimetrali con le alte finestrature, l’interessante portale d’ingresso, la decorazione esterna dell’abside, la posizione geografica del complesso, confermano lo scambio architettonico tra l’Abbazia e la vicina Cattedrale di Cefalù.

 

    Nel 1988, i pregevoli ruderi della Chiesa sono stati acquistati dal Comune di Gratteri e nel 1989 gli architetti Pasquale Culotta e Giuseppe Leone ne hanno curato il restauro. Con il progetto di restauro approvato dal Consiglio comunale il  29 aprile 2005 e le ulteriori definizioni progettuali promosse recentemente si rivaluterà sicuramente uno dei più interessanti “paesaggi artistici” della nostra Sicilia.

              

 

    Dalla Residenza municipale,  lì 13.07.2009

 

 

                                                                           IL SINDACO

                                                                  (Avv. Giuseppe Muffoletto)

 

 

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Profilo storiografico tratto da:

·         Gratteri, storia, cultura e tradizioni di Isidoro Scelsi – Palermo 1981;

·         Frammenti storici ed evocativi dell’almo Castellare di Gratteri di Giuseppe Terregino –  Castelbuono - aprile 2006;

·         Relazione illustrativa al progetto esecutivo dei lavori di restauro, di riqualificazione ambientale e indagini archeologiche dell’Abbazia di San Giorgio (studi storici a cura dell’Arch. P. Di Francesca).