Proposta di Deliberazione alla Giunta Comunale

 

 

IL SINDACO

 

 

PREMESSO che è intendimento della Civica Amministrazione intitolare una via di questa cittadina alla memoria di Padre Sebastiano Majo, frate cappuccino, fondatore e primo guardiano del Convento di Gibilmanna, nonché terzo Vicario generale di Sicilia dell’Ordine dei Frati Minori;

 

CHE l’intitolazione proposta non è solamente un atto di riconoscimento ad un uomo illustre ma costituisce soprattutto motivo di orgoglio per questa Comunità che gli ha dato i natali;

 

CHE la Chiesa di Santa Maria di Gesù, luogo fiorente di spiritualità francescana, dai gratteresi intesa come la Chiesa del Convento, ove P. Sebastiano, ancora giovinetto, ha coltivato il sogno della sua vita, ha ospitato, fino ai nostri giorni, la comunità femminile dell’Ordine secolare (Terziarie Francescane);

 

CHE, già nell’ottobre del 1955, la popolazione gratterese guidata dalle Autorità cittadine, ha reso omaggio solenne alla memoria di P. Sebastiano nel restituire al Convento di Gibilmanna un antichissimo quadro, appena restaurato, raffigurante la sua immagine nell’atto della Consacrazione. Ed ancora, nel dicembre del 2004, nella celebrazione del quinto centenario della nascita, la Comunità di Gratteri ha ricordato questo umile figlio della sua terra che con intelligenza, coraggio e intraprendenza  seppe guidare i primi passi della ancora giovane comunità cappuccina di Sicilia;

 

CHE, con questo atto, la comunità di Gratteri intende raccogliere la grande eredità spirituale che P. Sebastiano ha lasciato: “l’amore per la povertà” che non è l’esaltazione dell’indigenza ma un valore spirituale condivisibile perché ci impegna quotidianamente, nella vita pubblica come in quella privata, ad attenzionare “gli ultimi” e ad assumere stili di vita sobri e solidali, in un tempo in cui la ricchezza diventa sempre più prerogativa di pochi e le “nuove povertà” assumono proporzioni sempre più grandi;      

 

VISTO il profilo biografico dell’onorato;

 

CONSIDERATO che l’area  di circolazione interessata “dall’incrocio di Via di Censimento 2 con Via di Censimento 3 e fino al serbatoio idrico comunale di contrada Cozzo Beretta” non ha alcuna denominazione;

 

VISTA la planimetria dell’area di circolazione interessata all’intitolazione con la contestuale attestazione che trattasi di suolo pubblico destinato alla viabilità;

 

VISTO il R.D.L. 10 maggio 1923, n. 1158, convertito con Legge 17 aprile 1925, n. 473;

 

VISTA la legge 23 giugno 1927, n. 1188, contenente norme sulla toponomastica stradale e monumenti a personaggi contemporanei;

 

CONSIDERATO che l’intitolazione proposta non comporta sostituzione o modifica ad un precedente toponimo e che, pertanto, non occorre il parere della competente Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici previsto dalla legge 17 aprile 1925, n. 473;

 

VISTA la Legge anagrafica 24 dicembre 1954, n. 1228, e successive modifiche e integrazioni nonché il relativo regolamento di esecuzione approvato con D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223;

 

VISTE le istruzioni all’uopo impartite dall’ISTAT con la pubblicazione “Metodi e Norme” serie B  n. 29, ediz. 1992;

VISTA la Circolare del Ministero dell’Interno n. 4 (96) del 10 febbraio 1996 concernente l’oggetto;

 

VISTA la nota prefettizia n. 270508 datata 22.5.2008 avente ad oggetto “disciplina toponomastica stradale e scolastica”;

 

ATTESTA la competenza della Giunta comunale a deliberare in merito in base al combinato disposto degli artt. 42 e 48 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267;

 

CONSIDERATO che a tutt’oggi non risulta istituita la Commissione Comunale di toponomastica, né risulta approvato il regolamento per la toponomastica cittadina;

 

VISTO lo Statuto comunale;

 

VISTO l’O.A.EE.LL.;

 

 

P R O P O N E 

 

 

Alla Giunta comunale l’adozione del seguente atto deliberativo:

 

1)      Intitolare l’area di circolazione interessata “dall’incrocio di Via di Censimento 2 con Via di Censimento 3 e fino al serbatoio idrico comunale di Contrada Cozzo Beretta” alla memoria di Fra Sebastiano Majo (frate cappuccino) che, conseguentemente, sarà denominata “Viale Fra Sebastiano Majo”;

 

2)      Comunicare ai preposti uffici la intitolazione di cui sopra, per gli adempimenti di competenza;

 

3)      Trasmettere l’atto deliberativo a tutti gli altri atti necessari alla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo – di Palermo per i provvedimenti di competenza.

 

 

 

Inoltre, stante l’urgenza di provvedere in merito;

 

P R O P O N E

 

Alla G.C. di dichiarare l’atto deliberativo IMMEDIATAMENTE ESECUTIVO.

 

 

Dalla Residenza municipale, lì 13.07.2009

 

 

                                                                                                            IL SINDACO

                                                                                             (Avv. Giuseppe Muffoletto)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La superiore proposta è stata adottata dalla Giunta Comunale con Deliberazione n. 68 del 16 luglio 2009.


- Profilo biografico -

 

 

          Fra Sebastiano Majo, nacque a Gratteri nel 1504 da nobile famiglia e, ancora giovinetto, a soli 12 anni, scelse la vita religiosa entrando nel Convento francescano  annesso alla Chiesa di Santa Maria di Gesù in Gratteri.

         Ordinato sacerdote poco più che ventenne, nel 1528 fu inviato in Calabria per fondare una nuova comunità francescana.

          Preso dal desiderio di “ascendere a maggiore perfezione cristiana”, come annotano gli storici del tempo, passa nel 1534 nell’Ordine dei Frati Osservanti, detti Frati Minori e comunemente Cappuccini (per la foggia del ruvido saio indossato) che seguivano la riforma della regola redatta da Matteo da Bascio all’insegna di una maggiore austerità e volta al recupero dello spirito francescano più autentico.

        Sempre nel 1534 ritornò in Sicilia e, ottenute le formali approvazioni, si stabilì a Gibilmanna per rifondare, sul vecchio tronco benedettino, il quinto Convento dei Cappuccini di Sicilia ove  fece da maestro dei novizi e divenne primo guardiano (1536).

         Fu l’ottavo dei Cappuccini di Sicilia e nel 1539 partecipò al governo dell’Ordine da Vicario generale della Sicilia, carica questa nuovamente ricoperta nel 1577.

         Il lungo periodo vissuto a Gibilmanna, fu speso in preghiere, austerità, rinunzie ed intenso apostolato. Scrive il Passafiume,  suo contemporaneo e confratello: “era dotato di spirito profetico e di una grande visione del cielo . . . dormiva in una nuda cella su un letto di legno rustico, munito di un saccone di paglia . . . tanta era la sua austerità, che soleva mangiare la carne solamente a Pasqua e Natale . . .  quasi ogni sera, dopo avere deposto l’abito, era solito flagellarsi con i bruzzolini . . . una volta, mentre navigava nel mare aperto, la sua nave fu assalita dai pirati; ma P. Sebastiano al fine di salvare gli altri, si offrì come bersaglio alle saette dei briganti. Alcuni testimoniano di avere visto in visione San Francesco che faceva da scudo al suo servo Sebastiano, mentre questi raccoglieva nella cocca del saio le frecce che cadevano ai suoi piedi”.           

       Fra Sebastiano si era votato a seguire lo stile francescano riformato che sollecitava a conformarsi, ad autentica povertà imitando Cristo nato nella grotta di Betlemme e morto sulla croce per redimere l’intera umanità.

      Fra Sebastiano dovette sperimentare l’ebbrezza di questo amore totale verso ogni creatura il 10 marzo 1576,  mentre presiedeva la liturgia eucaristica, all’atto di proferire la formula dell’Agnus Dei, ebbe in dono di contemplare il volto del Signore coronato di spine proprio attraverso l’ostia che teneva tra le mani.

      Quelle stesse mani ne raccolsero poi la memoria in una tela da lui dipinta e consegnarono a noi, per sempre, lo sguardo del Cristo che egli aveva incrociato.      

        Ai piedi della tela si leggono i seguenti versi da lui stesso dettati: “ di duri spini il capo coronato – riguarda il tuo Signore, spirito diletto – di sangue è lo cerebro emacillato – del quale bagna lo viso e lo petto – da mille punti il capo è perforato – e la catena al collo a suo dispetto – la canna per insegna come stulto – gli occhi piangenti di vesti porporato”.

       Dopo una vita spesa al servizio della Chiesa, nel 1580, fulgente di miracoli, moriva a Castelbuono ove aveva fondato un altro Convento dei Cappuccini, in fama di santità.  

   

       Dalla Residenza municipale, lì 13.07.2009   

 

                                                                                                     IL SINDACO

                                                              (Avv. Giuseppe Muffoletto)

 

 

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Profilo biografico liberamente tratto da:

Isidoro Scelsi – Gratteri storia cultura tradizioni – ristampa Cefalù giugno 2008;

Giuseppe Terregino – Frammenti storici ed evocativi dell’almo castellare di Gratteri – Castelbuono  2006;

Maria Antonietta Spinosa – Il Cristo di Fra Sebastiano Majo – Santuario di Gibilmanna Cefalù.